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La lettera di presentazione perfetta Maggio 19, 2009

Posted by Aaron Bloom in Alltagsaaron.
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Al 986esimo curriculum inviato, ho finalmente scoperto il Nirvana della lettera di presentazione. Con questa sono sicuro che mi richiameranno subito!

Sofiko

Gentili Signori,

non sono un disgraziato. Ho frequentato la scuola dell’obbligo, non parlo abitualmente il dialetto e so contare addirittura fino a 100, ma non oltre.

Non mi vesto da truzzo e non insulto chi mi chiede informazioni.

So che 2+2 fa 4 e, se per un errore del sistema facesse 5, farò in modo che torni a fare 4.

Vi prego di perdonarmi se non sono ignorante e spero che, nonostante questo mio piccolo difetto, possiate valutare la mia candidatura.

Bacioni bacioni,

Danielino

Non sono la donna delle pulizie Gennaio 21, 2009

Posted by Aaron Bloom in Alltagsaaron, Leute.
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Mi sono licenziato. A dire il vero non mi avevano nemmeno assunto, ma in pratica il problema era proprio questo.

Qualche giorno fa ero su un sito internet di appuntamenti (quelli con la gente nuda, per capirci, non Agenzia Matrimoanale di Marta Flavi), dove mi imbatto per puro caso in un annuncio di lavoro intelligente. E così, se Monster e Infojobs falliscono, il mio puttan tour ha successo, vengo immediatamente ricontattato e, contrariamente alle aspettative, al colloquio posso rimanere vestito.

Peccato che dopo tre giorni di pseudo-lavoro nessuno mi abbia ancora parlato di soldi. “Sì, ti daremo qualcosa” (e vorrei ben vedere!!), mi avevano detto, il che significa più o meno “tu intanto lavora, se ho i soldi ti pago”. Da brianzolo avido quale sono, chiedo lumi al mio pseudo-capo… non l’avessi mai fatto! Oltre a sembrare ingrato a rifiutare un’offertissssima che manco alla Lidl, faccio pure la figura di quello che cerca il “posto fisso”, addirittura un contratto! Non sono la donna delle pulizie, quindi riprendo la mia dignità e me ne vado.

Esperienza più istruttiva, invece, quella in un’agenzia di stampa la settimana scorsa. Nonostante la sede stia a 4 metri da casa mia, per arrivarci devo passare da quel bordello urbano comunemente denominato via Salaria, dove cammina solo chi i propri affari li conduce sulla strada, di certo non i signorini dabbene come il sottoscritto. Passo 25 minuti in mezzo al traffico come un mignottone, mentre aspetto l’autobus, e quasi spero che la polizia mi fermi per chiedergli un passaggio. Il colloquio poi è andato male, ma sapeste quante cose ho imparato lungo la strada!!

Comunque, inizio a spargere la voce fin da ora: punto al Guinness dei Primati. Come candidato scartato dal maggior numero di aziende.

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Un Danielino in cambio di un’attempata signora leopardata Novembre 25, 2008

Posted by Aaron Bloom in Alltagsaaron, Leute.
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Partecipare a un concorso pubblico è un po’ come ubriacarsi o giocare a rugby completamente nudi: sono esperienze da provare, almeno una volta nella vita, per avere qualcosa da raccontare agli amici.

Qualche settimana fa, nonostante il bando del concorso suggerisse più o meno spudoratamente che la poltrona in questione fosse destinata a un culo ben più pesante del mio, mi sono presentato a una prova scritta per un posticino tranquillo.

Il campionario umano presente in queste occasioni non conosce limiti e si va dal neodiplomato alla casalinga cinquantenne in cerca di riscatto. L’ingresso della commissione d’esame, un coacervo di padreterni sottratti alla clinica urologica più vicina e donne tappezzate di foulard colorati, mi fa pensare che forse è meglio fuggire prima di correre seriamente il rischio di venire assunto.

La prova scritta non è altro che un tema – e qui mi sta bene, alle medie ero bravo nei temi. E poi, è IMPOSSIBILE che mi vada male: mi chiedono proprio quell’argomento di cui mi sono occupato per quattro anni e per superare l’esame basta prendere 21/30… insomma, anche ammettendo qualche errore qua e là, torno a casa convinto che mi ricontatteranno a breve.

Quattro settimane dopo mi reco all’ufficio concorsi per avere notizie del mio esame.

Segretaria: “Sì, mi dice il suo nome?”
Io: “Rossi”
Segretaria: “Con la R?”
Io: (che domanda del cazzo) “Sì, sì”

A questo punto, la segretaria FINGE di scorrere una lista che si trova casualmente tra le mani (forse la fattura della parrucchiera, boh) e mi comunica, con preteso dispiacere, che non ho superato lo scritto. In cui, ripeto, è assai improbabile che non abbia raggiunto la sufficienza… Ma è ovvio: una persona preparata potrebbe mettere in “imbarazzo” i raccomandati alla prova orale, quindi è meglio eliminare subito chi può dare di più.

E tra qualche settimana, dove avrei potuto esserci io – o qualcuno migliore – troverete una segretaria truccata come le truzze del circo Medrano.


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Le tariffe telefoniche Novembre 19, 2008

Posted by Aaron Bloom in Aaron Medien, Alltagsaaron.
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Ecco il modello delle tariffe telefoniche dei vari operatori italiani.

Wind: tu intanto paga, che a parlare ci pensano Aldo, Giovanni e Giacomo.

Vodafone: chiama gratis tutti i numeri Vodafone a solo 1005 € al mese!

Tre: attivi la tariffa e ti tirano dietro il cellulare UMTS TV DUAL-CORE e anche se non lo vuoi te lo tirano dietro lo stesso.

Tim: gratis tutti i messaggi, ma solo ai numeri Tim. Nei giorni feriali degli anni bisestili la tariffa subirà  un’oscillazione del +30%, le chiamate ai numeri Vodafone che terminano con cifra pari non potranno avere durata superiore ai 45,7 minuti. La tariffa non è attivabile da clienti nati tra il 14 gennaio 1984 e il 16 dicembre 1990. Le donne in stato di gravidanza pagano per due.

La Trombarca Novembre 1, 2008

Posted by Aaron Bloom in Leute.
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Furibondo per l’ennesima lite tra le allieve della scuola di “Amici”, Dio decise un giorno che il mondo era durato fin troppo e scatenò una nuova apocalisse. Gli esseri umani, avvisati dell’imminente tragedia da Paolo Fox, prepararono tre differenti arche: una per gli uomini, una per le donne e una per i diversamente sessuali.

Quando iniziò a piovere, l’arca degli uomini fu la prima a salpare. Portarono con sé birra, sigarette e un abbonamento a Sky Sport. Morirono dopo tre settimane allo stato brado.

Le donne salparono per seconde. Non portarono cibo con sé, pensando “ne approfitto per stare a dieta qualche giorno”, ma solo trucchi e vestitini. Non fecero comunque in tempo a morire di stenti perché si eliminarono prima da sole, litigando per futili motivi.

I gay arrivarono tutti in ritardo e l’arca partì quando l’acqua era già alta. L’ingresso era consentito solo alle coppie e il primo problema fu “uffi, come faccio a restare 40 giorni e 40 notti con la stessa persona?”. L’arca era dotata di un ristorante di lusso, un centro commerciale, quattro palestre, tre piste da ballo e una grande dark room in stile jungle. I bear e gli hunk furono collocati ai remi, le lesbiche mascoline erano addette alla navigazione e tutti gli altri facevano animazione cantando e ballando.

Fu così che, lavorando e frinfrinnando, i passeggeri della Trombarca sopravvissero all’apocalisse e nemmeno Dio – complice l’ampia presenza a bordo dell’arca di papi, cardinali e chierichetti – ebbe il coraggio di infierire su di loro. E vissero tutti felici e contenti.

Capacità professionali: piccolo e bisognoso di coccole Ottobre 27, 2008

Posted by Aaron Bloom in Alltagsaaron.
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La mia angosciata ricerca di un lavoro che mi permetta di condurre una vita da baronetto pare non trovare riscontri nel mondo reale. È da settimane che invio il CV e finora le uniche proposte che ho ricevuto sono state le seguenti:

1. truffare gli anziani;

2. truffare i miei amici;

3. vendere abbonamenti VoIP al prezzo di una Station Wagon;

4. scrivere contenuti pornografici per un sito internet.

Al tribolo lavorativo si è aggiunta anche una figura fecale che mi perseguiterà nelle notti a venire. L’altra sera sono andato all’Università, in occasione di un evento a cui partecipavano anche il rettore e un po’ di gente importante. “Ah”, penso, “mo’ faccio il professional, così magari mi notano!” Detto questo, vengo catapultato al microfono per leggere un foglietto.

Non solo ero strafatto di Tachipirina e alcolici perché avevo la bronchite, ma ’sti sadici avevano pure piazzato il leggìo a 5 km dal microfono! Mi sono ingegnato un po’, trovando infine una posizione da Kamasutra per vedere quello che dovevo leggere.

Tutti mi fissavano con gli occhioni sgranati, aspettando che iniziassi il discorso. Apro la bocca e…

“CIAO!”

(da intendersi con il tono di voce di una dodicenne dalla pubertà negata)

Tutta la platea si è piegata dal ridere… che vergogna! E così si è conclusa la mia arrampicata sociale all’Università. Temo che mi convenga raggiungere gli altri in piazza col fischietto e andare a manifestare… non so per cosa, ma l’importante è esserci!

Ho montato il mio primo mobiletto Ikea! Ottobre 21, 2008

Posted by Aaron Bloom in Alltagsaaron.
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Ecco, ora con questo titolo mi troverò delle chiavi di ricerca tipo “carabiniere montato da trans” o “costume da lumaca di Ikea”, ma so già che la vostra fantasia può produrre molto di peggio. Dopo due giorni di duro lavoro ho finalmente montato la mia fantastica cassettiera Morm, Glorb, Sbor o come-cavolo-si-chiama di Ikea!

Non avendo mai piantato un chiodo in my life, me la sono cavata piuttosto bene:

- mi sono pestato il pollice con il martello solo una volta;

- mi si è incastrata la mano in un cassetto;

- ho avanzato solo quattro, inutili (si spera), viti!

Ora le mie mutande puzzeranno di betulla per qualche settimana, ma volete mettere il gorgoglio profondo di avere un mobile fatto tutto con le mie manine?

Vorrei dormire… Settembre 17, 2008

Posted by Aaron Bloom in Alltagsaaron.
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…abbandonato, come un sacchettino nero di spazzatura dimenticato da qualche turista distratto, sotto un pino secolare in un bosco pieno di muschio;

…in una notte d’estate, svaccato lungo l’argine di un torrente, su un prato d’erba mossa dalla brezza. Sopra di me, le stelle. Attorno a me, le creature della notte mi coccolano durante il sonno…

…mentre precipito a peso morto nel vuoto assoluto;

…a un concerto di Madonna.

La principessa della marchetta magica Settembre 14, 2008

Posted by Aaron Bloom in Aaron Literatur.
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C’era una volta una bellissima principessa.


Viveva su Viale Marconi ed era una grande ammiratrice di Britney Spears.

Si sentiva molto sola: avrebbe tanto voluto un maschione che la amasse e la stringesse forte forte nel cuore della notte, mentre piangeva amaramente nel suo lettino.

Un bel giorno le apparve la fata madrina.

Alla principessa venne allora un’idea geniale: rubò la bacchetta magica della fata e iniziò a masturbarsi.

La soddisfazione era tale che la principessa decise di mettersi in affari e si trasferì a Biassono (MI), dove aprì una bella fabbrichetta di bacchette magiche.


Il successo fu immediato, anche grazie all’estrema duttilità della bacchetta. Infatti, poteva essere utilizzata non solo per l’autoerotismo, ma anche come mestolo per la minestra, fermaglio per capelli o torcia – nella versione con lampadina integrata.

Maurizia Paradiso  fu la prima a reclamizzare il prodotto su Antenna Tre e la principessa, che era un’astuta imprenditrice, inviò alcune bacchette in omaggio alle donne di mondo.

Maria de Filippi fu talmente soddisfatta dal prodotto da introdurre nella sua trasmissione più nota, “Amici de Maria”, una prova di abilità nell’uso della bacchetta.

J. K. Rowling, la miliardaria autrice di “Harry Potter”, divenne in breve tempo una fan accanita della bacchetta della principessa e nell’ultimo episodio della saga, in cui Harry dichiara la propria omosessualità, il piccolo mago riceve in dono dall’amico Ron un set completo di bacchette.

Nemmeno la Apple restò indifferente al fascino del godurioso attrezzo e, per Natale, commercializzò l’iWand, la bacchetta con l’mp3 incorporato.

Quattro anni dopo il primo brevetto, la bacchetta della principessa era in vetta a ogni classifica di vendita di articoli casalinghi e l’Istat stimò addirittura che ve ne fossero almeno due per ogni famiglia.

La principessa, tuttavia, ancora non era soddisfatta. Creò una serie di accessori per completare l’uso della bacchetta, tra cui il famoso Tesmed®.

Un brutto giorno, però, durante una telepromozione in diretta, la principessa, seduta sul bordo di una piscina, alzò al massimo il voltaggio di Tesmed. Il piacere fu tale che la principessa cadde in acqua e morì folgorata, tra mille godimenti.

Il successo della bacchetta tuttavia non terminò, e anche chi scrive in questo mommmh… ooooh… mmmmh…

Grazie bel culo, buona giornata! Luglio 5, 2008

Posted by Aaron Bloom in Alltagsaaron, Leute.
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Le trappole del francese.
Un paio di giorni fa, mentre telefonavo ad alcune femmes, la mia amica francese si sbellicava dalla risate sentendomi parlare. Il motivo? La mia (pessima) pronuncia trasformava merci beaucoup (molte grazie) in merci beau cul (grazie bel culo).

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Per non fare altri errori ho scritto un discorsetto con cui iniziare le telefonate. Chiamo e mi risponde una signora, quindi io inizio subito a parlare: <<Bonjour je vous appelle de l’Italie, bla bla bla et bla…>>, solo che quella cretina non mi ascolta e continua a parlare da sola. Era la segreteria telefonica.  
Per un attimo ho immaginato mia nonna,  che fa dei monologhi lunghissimi convinta di parlare con la vocetta automatica della Vodafone.

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Nel frattempo ho ripreso la borsa di collaborazione all’ufficio orientamento dell’università.
Ieri arriva un fax: “Ciao sono Pancrazio Michelucci e ho perso il mio numero di matricola e la mia password”. Quindi controllo sul pc:
Studente: Pancrazio Michelucci.
Matricola: 782123301.
Password: VIVALAFIGA.

Devo ricordarmi di telefonargli lunedì.

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Pochi minuti dopo giunge una studentessa, anch’essa alle prese con una password smarrita.
Studente: Maddalena.
Domanda per il recupero della password: Come si chiama il tuo cane?
Risposta: Maddalena.
A questa l’iscrizione glie l’ha fatta sicuramente l’ex fidanzato.