La Trombarca Novembre 1, 2008
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Furibondo per l’ennesima lite tra le allieve della scuola di “Amici”, Dio decise un giorno che il mondo era durato fin troppo e scatenò una nuova apocalisse. Gli esseri umani, avvisati dell’imminente tragedia da Paolo Fox, prepararono tre differenti arche: una per gli uomini, una per le donne e una per i diversamente sessuali.
Quando iniziò a piovere, l’arca degli uomini fu la prima a salpare. Portarono con sé birra, sigarette e un abbonamento a Sky Sport. Morirono dopo tre settimane allo stato brado.
Le donne salparono per seconde. Non portarono cibo con sé, pensando “ne approfitto per stare a dieta qualche giorno”, ma solo trucchi e vestitini. Non fecero comunque in tempo a morire di stenti perché si eliminarono prima da sole, litigando per futili motivi.
I gay arrivarono tutti in ritardo e l’arca partì quando l’acqua era già alta. L’ingresso era consentito solo alle coppie e il primo problema fu “uffi, come faccio a restare 40 giorni e 40 notti con la stessa persona?”. L’arca era dotata di un ristorante di lusso, un centro commerciale, quattro palestre, tre piste da ballo e una grande dark room in stile jungle. I bear e gli hunk furono collocati ai remi, le lesbiche mascoline erano addette alla navigazione e tutti gli altri facevano animazione cantando e ballando.

Fu così che, lavorando e frinfrinnando, i passeggeri della Trombarca sopravvissero all’apocalisse e nemmeno Dio – complice l’ampia presenza a bordo dell’arca di papi, cardinali e chierichetti – ebbe il coraggio di infierire su di loro. E vissero tutti felici e contenti.
La principessa della marchetta magica Settembre 14, 2008
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C’era una volta una bellissima principessa.

Viveva su Viale Marconi ed era una grande ammiratrice di Britney Spears.

Si sentiva molto sola: avrebbe tanto voluto un maschione che la amasse e la stringesse forte forte nel cuore della notte, mentre piangeva amaramente nel suo lettino.
Un bel giorno le apparve la fata madrina.

Alla principessa venne allora un’idea geniale: rubò la bacchetta magica della fata e iniziò a masturbarsi.
La soddisfazione era tale che la principessa decise di mettersi in affari e si trasferì a Biassono (MI), dove aprì una bella fabbrichetta di bacchette magiche.

Il successo fu immediato, anche grazie all’estrema duttilità della bacchetta. Infatti, poteva essere utilizzata non solo per l’autoerotismo, ma anche come mestolo per la minestra, fermaglio per capelli o torcia – nella versione con lampadina integrata.
Maurizia Paradiso fu la prima a reclamizzare il prodotto su Antenna Tre e la principessa, che era un’astuta imprenditrice, inviò alcune bacchette in omaggio alle donne di mondo.

Maria de Filippi fu talmente soddisfatta dal prodotto da introdurre nella sua trasmissione più nota, “Amici de Maria”, una prova di abilità nell’uso della bacchetta.

J. K. Rowling, la miliardaria autrice di “Harry Potter”, divenne in breve tempo una fan accanita della bacchetta della principessa e nell’ultimo episodio della saga, in cui Harry dichiara la propria omosessualità, il piccolo mago riceve in dono dall’amico Ron un set completo di bacchette.

Nemmeno la Apple restò indifferente al fascino del godurioso attrezzo e, per Natale, commercializzò l’iWand, la bacchetta con l’mp3 incorporato.
Quattro anni dopo il primo brevetto, la bacchetta della principessa era in vetta a ogni classifica di vendita di articoli casalinghi e l’Istat stimò addirittura che ve ne fossero almeno due per ogni famiglia.
La principessa, tuttavia, ancora non era soddisfatta. Creò una serie di accessori per completare l’uso della bacchetta, tra cui il famoso Tesmed®.

Un brutto giorno, però, durante una telepromozione in diretta, la principessa, seduta sul bordo di una piscina, alzò al massimo il voltaggio di Tesmed. Il piacere fu tale che la principessa cadde in acqua e morì folgorata, tra mille godimenti.
Il successo della bacchetta tuttavia non terminò, e anche chi scrive in questo mommmh… ooooh… mmmmh…
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E così si è conclusa la mia arrampicata sociale all’Università. Temo che mi convenga raggiungere gli altri in piazza col fischietto e andare a manifestare… non so per cosa, ma l’importante è esserci!

