Posted by Aaron Bloom in Leute.
Tags: capelli, Emma Marcegaglia

Ormai mi prude la testa solo a vederla.
Andrei lì con un pettinino giusto per liberarle la faccia e vedere se respira ancora. Ma non ha caldo ’sta donna? Tiene il condizionatore sulla nuca??
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Tags: Benedetto XVI; Papa

…quindi lui non la può fare?
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La manderanno a fare la manicure alle barbone di Hampstead Heath.
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Tags: chiavi di ricerca; blog
WordPress mi ha fatto una gradita sorpresa elencandomi le chiavi di ricerca del blog, vale a dire quello che la gente scrive su Google quando trova il collegamento a questo sito. Ecco i primi classificati tra i più “fantasiosi”…

♣ “carabinieri vanno a trans” (è un nuovo fetish?)
♣ “tampax come si usa” (personalmente, lo uso per togliere la polvere dagli angoli)
♣ “vestirsi da lumaca” (non conoscevo questa trasgressione)
♣ “il significato della lumaca” (che palle, ma che c’avete con le lumache??)
♣ “benedetta la vecchia” (chiunque sia stato, lo adoro)
Siete fantasiosi, ma non abbastanza! La concorrenza è forte e se volete sapere quanto… LEGGETE QUI.
Impegnatevi di più!
Veline
Giugno 10, 2008
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Tags: veline; donne; diritti
Il mio piatto preferito pronto in tavola. La Luna si specchia in un bicchiere di buon vino, l’aere è sacro, sereno e nulla pare voler disturbare il gnam gnam cadenzato delle mandibole. Fino a quando un’onda anomala di tette e culi mi inonda la cucina – visto che non abito sulla Salaria, mi viene in mente che potrei avere dimenticato la tv accesa e infatti Canale 5 propone uno dei suoi soliti intelligenti spettacoli, “Veline”.
Vedo questo ammasso di cretinette e non riesco a non pensare alle donne “vere”, quelle che si scontrano ogni giorno con un paese maschilista in cui la femmina trova posto solo come madre di venticinque figli o, appunto, velina. Quelle donne che vengono trattate più o meno come assassine se interrompono una gravidanza, che possono aspirare al massimo a un posto di lavoro da “segretaria con lingue”, che si schiantano con marmocchio e passeggino contro le porte strettissime degli uffici postali.
Eppure lottano solo per fare le veline e strizzarsi gli apici davanti a otto milioni di persone.
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Tags: palestra; fatica; pigrizia
Passeggiavo tranquillo lungo il mio marciapiede di fiducia, tornando a casa dopo una giornata passata a correggere i tondi e i corsivi, con l’unico desiderio di un caffè e dell’ultimo numero di “Vanity Fair”. Una folata di aria fresca , più verosimilmente un condizionatore puntato verso la strada, mi ha improvvisamente salvato dalla cottura sotto il sole estivo e io, avido, ne ho risalito la corrente, trovandomi senza intenzione alla reception di una… palestra. Davanti a me, due ragazze mi osservavano – con ogni probabilità credevano che fossi entrato per chiedere qualcosa.

Per nulla scoraggiato dalle terrificanti esperienze ginniche dei tempi del liceo, mi son detto “toh, potrebbe essere l’occasione giusta per muovere il culo!” e ne ho quindi approfittato per chiedere informazioni sui costi della palestra. Il prototipo della ragazza qualunque, tale Stefania, mi ha guidato nella Hogwarts della fatica, dove rigenerare il mio corpo a colpi di tapìrulan, impilate, pip pop, funki, danup e altri forestierismi dal suono inquietante.
Dopo quindici secondi il mio cervello si è spento
e ho lasciato che Stefania terminasse il discorso, cercando di sopravvivere alla noia che incombeva e al sonno che tutti quei lettini, materassini e tappetini inevitabilmente mi ispiravano. No, credo che non riuscirei mai ad allenarmi in un palestra, mi addormenterei in un angolino e mi userebbero per appendere gli asciugamani. In fin dei conti è come essere in ufficio, stai seduto e ti danno qualcosa da fare.
Ho salutato cordialmente Stefania, che mi aspetterà a lungo, e sono andato al bar – decisamente più appagante per lo stomaco e per la psiche!

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Tags: Evangelion, Genesis, Neon
Dopo tredici anni di tentativi falliti sono finalmente riuscito a vedere Evangelion, croce e delizia di ogni appassionato di animazione giapponotta. Superato un leggero senso di stordimento dovuto alla visione di ventisei episodi e due film in quattro giorni, ho dovuto leggere la storia su Wikipedia perché non l’avevo capita.
La trama in breve: un ragazzino delle medie deve salvare il mondo ma non ci riesce e alla fine muoiono tutti. Il protagonista è un bimbetto fastidiosamente depresso, così intollerabile che la madre preferisce farsi ammazzare piuttosto che prendersene cura e il padre lo abbandona. Quando provoca lo sterminio di circa cinque miliardi di persone cerca di completare il lavoro strangolando l’ultima superstite. Intrigato da una ragazzina che assomiglia a sua madre, ma che, come mezzo cast della serie, va a letto con suo padre, vorrebbe commettere atti impuri con la sua amica pazza addormentata ma si viene in mano. Non è neppure capace di essere un antieroe, anzi, va addirittura oltre tale qualifica.
È risaputo che i giapponesi si dilettano a pasticciare con la mitologia de noantri e gli autori di Evangelion hanno creato una storia che pare uno spiedino di enigmi e profezie. Questo frappé di testi sacri non è un semplice arredo per addobbare la serie con nomi esotici e definizioni tecniche ma è parte costitutiva della narrazione, che può essere compresa solo seguendone i rimandi intertestuali o il simbolismo dei personaggi, senza un vero e proprio filo logico.
Dopo un inizio poco entusiasmante a causa della mancanza di attributi del personaggio principale, l’intreccio guadagna ritmo intersecandosi con le nevrosi dei protagonisti e la storia si avvia al suo tragico epilogo. Certo non si poteva pretendere un lieto fine alla Sailor Moon, ma credo che la conclusione, compiacendo il gusto del pubblico con l’esasperazione degli aspetti drammatici della storia, tradisca in parte il significato dei suoi personaggi. Presi forse da eccessivo entusiasmo, gli sceneggiatori si comportano esattamente come il protagonista della serie, distruggendo le proprie creature, caricando di (pseudo)dolori insopportabili e conducendo alla degenerazione anche personaggi legati alla componente più leggera della produzione, come Asuka o Misato, spesso utilizzate per sdrammatizzare situazioni gravose.
Nella gabbia di matti che ne risulta alla fine, forse l’unico che avrebbe potuto salvare il mondo è il pinguino OGM Pen Pen.
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Ho perso la carta d’idindirindà e ieri mattina sono passato dai carabinieri a fare la denuncia. Quando ho letto il verbale mi sono venute le lacrime agli occhi:
Scritto a quel modo, “sedicente” mi fa passare per una drag queen che va in giro raccontando d’esser maschio. “Sono stato vittima di smarrimento”, cioè ho la labirintite e mi sono perso, ma per fortuna ho ritrovato subito “mè” stesso!
Ultimo interrogativo: “Regione Carabinieri Lazio” che vorrà mai dire? 
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Tags: Benedetto XVI, Papa, Sapienza
Benedetta Sedicenne non verrà alla Sapienza per l’inaugurazione dell’anno accademico. Pazienza, ce ne faremo una ragione.
Però potevano lasciarlo venire. Dopotutto da noi c’è la qualunque, l’anno scorso venne pure Ligabue a leggere le sue poesie (!!), quindi Ratzinger non si può escludere a priori. Potrebbe passare per un saluto veloce e un caffè, ecco. Non è cortese cacciare gli ospiti.
E poi si sa che Benedetto odia i gay e le donne, quindi è inutile scandalizzarsi ogni volta per quello che dice. Basta applicare in Parlamento quei principi di cui ci si vanta in pubblico. Non sarà un vecchietto vestito da donna a spaventare tanto i nostri politici.
Per la cronaca, la Sapienza avrebbe ben altro per cui protestare: il rettore è indagato per avere assegnato tre incarichi da ricercatore alle figlie e al genero; ci sono studenti che cucinano nell’atrio delle Facoltà (li chiamano “pranzi sociali”, boh); ogni tanto spuntano cartelli con slogan imbarazzanti e le aule appena restaurate sono già ricoperte da scritte vandaliche.
Ora che la perfida strega è stata cacciata, arriverà un principe azzurro per salvare Biancaneve?